IL DUOMO (SANTI PIETRO E PAOLO)

duomo lato nord in primo piano l'abside

All'estremità ovest dell'abitato, si erge in posizione solitaria il Duomo, l'edificio artisticamente più rilevante di tutto il territorio, in cui si opera perfetta sintesi tra schema basilicale e cupola protetta da tiburio ottagonale. Ricostruito dalla fine dell'XI secolo al XII secolo, al tempo del papa Gregorio VII, su edificio preesistente del IX-XI secolo, si presenta oggi alterato dai rifacimenti di epoca gotica (XIII-XIV secolo), quando alla facciata fu addossato il Palazzo Episcopale con conseguente soppressione del portico e del portale d'ingresso, trasferito sul fianco sinistro, ove ancora oggi si trova.

L'impianto decorativo del portale, realizzato verosimilmente con frammenti provenienti da quello della facciata primitiva dell'XI-XII secolo, è costituito da due pilastri sormontati da teste leonine; a fianco a questi, due colonnine (scanalata a spirale la destra, a treccia la sinistra) con capitelli a motivi vegetali serrano gli stipiti eduomo di Sovana navata centrale l'architrave del portale, ornati di pregevoli motivi floreali e geometrici. Ancora nei pilastri laterali, rozze figurazioni umane ed animali si sovrappongono senza continuità. In alto, la lunetta risulta formata di pezzi eterogenei, alcuni dei quali forse appartenenti ai plutei dell'edificio originario, anteriore al Mille. Nell'arco è una figura umana, probabilmente simbolo animistico. Nonostante l'incongruenza delle decorazioni, la varietà dei partiti ornamentali conferisce al portale una sua aspra e singolare bellezza, che l'efficacia espressiva delle singole figurazioni contribuisce a rendere uno dei palinsesti scultorei più interessanti del territorio toscano.

Nell'abside, percorsa da lesene (all'esterno) e da semicolonne (all'interno) marmoree, ed in varie zone della chiesa, sono murate formelle e pietre scolpite provenienti dall'edificio antico; sotto l'abside si apre la cripta, presumibilmente risalente all'VIII secolo, divisa da sei rozze colonne in cinque navatelle.

L'interno si presenta diviso in tre navate da pilastri cruciformi dicromi (bianco-neri),pilastri (bianco-neri) che dovevano sostenere un tetto a capriate, oggi sostituito da volte a crociata di tipo gotico, dovute ai lavori di trasformazione intrapresi tra il XIII e il XIV secolo. I capitelli, opera di maestranze provenienti in parte da nord, dall'area senese dell'Abbazia benedettina di Sant'Antonio (pilastri di sinistra), in parte da sud, dall'alto Lazio (modi lombardo-laziali nel colonnato di destra), mostrano la felice compresenza di due caratteri, quello lombardo e quello propriamente "senese", che ritroviamo anche nella struttura architettonica dell'edificio.

Particolarmente ragguardevoli sono i rilievi figurati e le decorazioni del capitello del secondo pilastro a sinistra, nella cui ricca varietà iconografica confluiscono i migliori caratteri delle due componenti stilistiche, benedettina e lombardo-laziale, compresenti nell'edificio. Per quanto si è detto e per taluni altri elementi dell'interno (dicromismo), pur rappresentando un momento del processo di passaggio dallo stile romanico al gotico, l'edificio si pone come il più diretto antecedente del Duomo di Siena.

Nella navata destra è collocata l'urna che conteneva le reliquie di San Mamiliano, il patrono di Sovana. L'arca funeraria è in travertino e reca scolpita, su un basamento a forma di sarcofago, la figura giacente del Santo; risalente al XV secolo, era originariamente collocata nella chiesa di San Mamiliano e venne trasferita nel Duomo nel corso del XVIII secolo.

Il ciborio in bronzo dorato del XV secolo ed il vecchio altare settecentesco in marmo sono stati oggi sostituiti da un moderno altare in pietra. Nell'abside sono resti di affreschi assai deteriorati (Santa Margherita egiziaca, 1481, nel pilastro destro).

A seguito dei restauri, il fonte battesimale del 1434 a coppa ottagona di travertino con simboli sacri è stato ricollocato nel vano di passaggio tra la navata destra e quella mediana.fonte battesimale

Nel Duomo era conservata originariamente la pala di Guidoccio Cozzarelli, firmata e datata 1494, raffigurante la Madonna col Bambino, angeli e Santi, oggi conservata nel Palazzo Orsini a Pitigliano; ancora in loco è invece la tela col Martirio di San Pietro, opera di Domenico Manenti (1671).

Nei pressi della Cattedrale lungo la via di Santa Croce, sono visibili un ampio tratto di mura etrusche, rimesse in luce sotto le mura medioevali, e i resti di un tempietto etrusco, databile al III-II secolo a.C., da cui provengono frammenti (parte del fregio), oggi depositati al Museo Archeologico di Firenze.