LA ROCCA DEGLI ALDOBRANDESCHI

 

I ruderi di quella che fu un tempo la più munita roccaforte dei conti Aldobrandeschi ancor'oggi mantengono intatta la loro potente grandiosità. Sorta intorno al Mille con l'affermarsi della potenza albobrandesca, la Rocca si erge su di una piattaforma tufacea, sulla scoscesa strozzatura formata dalle gole dei torrenti Calesina e Folonia. Posta a serrare l'accesso al borgo, la Rocca si poneva come elemento-cardine nel sistema difensivo delle mura urbiche. Dell'originario nucleo dell'XI secolo restano scarse testimonianze, in corrispondenza delle fondamenta, direttamente impostate sulla piattaforma naturale di tufo (brevi tratti di mura, a blocchi squadrati di tufo, sono riferiti da qualche autore ad epoca etrusca). L'attuale costruzione risale al XIII-XIV secolo, ed era munita di un mastio (oggi parzialmente diruto) a difesa della porta di accesso, un tempo protetta da un ponte levatoio e da un profondo fossato.

Probabilmente danneggiata nelle lunghe ed alterne vicende delle guerre tra gli Aldobrandeschi, la Repubblica di Siena e il Comune di Orvieto, fu restaurata dagli stessi senesi dopo la conquista della città (1410). Dopo la caduta della Repubblica di Siena e l'avvento dei Medici, fu ampiamente restaurata e rafforzata da Cosimo I, che ne fece una piazzaforte strategica nel quadro del conflitto con i conti Orsini di Pitigliano (1572).

Ancora Ferdinando I nel 1594 dotava la torre della Rocca di una campana, ritrovata casualmente nel 1913 tra i ruderi e collocata sul campanile di Pitigliano, ove ancora oggi si trova.

Col declino degli Orsini e l'annessione di tutti i castelli della Contea al Granducato di Toscana, la Rocca, perduta ogni importanza militare, fu smantellata nel XVII secolo, e seguì il lento declino di Sovana, fina a ridursi, dopo ulteriori distruzioni, a grandioso rudere. La Rocca è stata oggetto di restauro da parte della Soprintendenza, che ne ha consolidato la frammentaria torre del cassero e le residue mura perimetrali, caratterizzate da avanzi di apparati a sorgere su mensole e archetti.